Io sono Milo: Gio Mo racconta la diversità

La scrittrice e illustratrice sarda regala una storia contro gli stereotipi

Come raccontare la diversità senza scadere negli stereotipi e senza inutili classificazioni? L’illustratrice olbiese Giovannella Monaco, in arte Gio Mo, ha risposto a questa domanda con un volume illustrato dedicato alla storia di un bambino che trova il suo posto nel mondo seguendo i suoi sogni. “Io sono Milo“, edito da Giazira Scritture, è un albo illustrato che narra la scoperta della diversità e delle difficoltà che essa provoca negli altri e in chi “diverso” ci si trova ad essere. Pregiudizi, paure, mancanza di dialogo, libertà, rispetto per se stessi e per la propria natura, amore e infine accettazione sono le tematiche toccate dall’illustratrice olbiese con delicatezza e tatto.

Milo, bambino felice e appagato, scopre a un certo punto di voler essere qualcos’altro – una sirena – e fa di tutto per diventarlo, suscitando le ire della sua famiglia che non accetta la sua diversità. Solo dopo un lungo travaglio interiore, i genitori di Milo prendono atto della diversità del figlio e, con un atto d’amore, lo liberano nel mare consegnandolo alla libertà e alla felicità di essere ciò che è.

La storia di Milo non è una storia su una diversità in particolare: la coda da sirena è, infatti, un’allegoria e rappresenta ciò che ognuno di noi è nell’intimo del proprio cuore. La sirena è una forma di disabilità, un sogno da realizzare, un modo di essere, un orientamento sessuale, un’aspirazione da inseguire, un traguardo da raggiungere. Rappresenta il nostro vero io, quello che magari – tra la nostra infanzia e la nostra adolescenza – è stato sottomesso, vilipeso, graffiato da tutto quello che abbiamo avuto intorno, magari proprio dalle persone che avrebbero dovuto sostenerci e, invece, non ci hanno accettato.
Milo parla al nostro bambino interiore e parla soprattutto ai genitori che hanno il compiuto più difficile: crescere gli adulti di domani, sorridendo e accettando i bambini di oggi.

Recensione tratta da Olbia.it