Pietrino: l’odissea di un piccolo immigrato in Puglia

Pietrino: l’odissea di un piccolo immigrato in Puglia

«Pile scariche, stecchi di gelato, fette di salame rinsecchito, biglietti dell’autobus scaduti, pigne e foglie secche». E’ questo il tesoro che Pietrino, un bimbo di otto anni, porta in tasca. Un patrimonio, raccolto per strada, agli angoli dei semafori, sui marciapiedi, che il piccolo custodisce ovunque, in un girovagare solitario che gli riserva quotidianamente incontri, avventure, fughe, amicizie, rifiuti e accoglienza, un una terra, la Puglia, che in questo libro diventa quasi fiabesca, onirica.

Il tutto raccontato in un viaggio che l’autrice barese Teresa Petruzzelli descrive nel suo personalissimo stile, quasi lasciando che la penna sia impugnata da un bambino, anzi da tanti bambini, che scrivono insieme a lei una storia dedicata a grandi e piccoli. Sì, perché quella di “Pietrino” (a breve in uscita per Giazira scritture) è una piccola Odissea: un viaggio solitario dove l’essere straniero in una terra che a volte sembra di nessuno, diventa la più bella metafora per raccontare cos’è la solidarietà, il bisogno di avere qualcuno a fianco, un richiamo che i bambini, con il loro mondo pieno di colori e di risorse, sanno lanciare in modo innocente e veritiero.

Pietrino è dunque una storia commovente? Strappalacrime? Niente affatto. Anzi, è quasi una commedia dove il mondo viene ripiegato, reinventato e parodiato con gli occhi di un bambino che si “integra” nella società in un modo tutto suo. Ed ecco che un salame rinsecchito diventa moneta di scambio; un palazzo signorile si trasforma nel luogo ideale per sperimentare l’effetto di un fischietto; la scuola è un castello dove immaginarsi re e condottiero; una festa patronale è una ricorrenza per sognare fiumi e cascate. E così via, fino al termine dell’avventura di Pietrino. Una fine che non è proprio tale.
Perché l’autrice, dopo aver raccontato la sua storia, rimane assieme ai piccoli lettori. E con domande, curiosità, disegni e fantasie, vuole che siano loro a continuare il sogno. Quello di un’avventura che non c’è mai stata, o che forse si ripete ogni giorno, per le strade di ogni grande o piccola città.


IL PROGETTO

“Pietrino” è un libro sul viaggio e sull’integrazione. Un lavoro (con disegni di Massimiliano Di Lauro) sul “guardarsi attorno”, cogliendo i particolari che spesso ci sfuggono: quelli di un paesaggio dimenticato, o di persone dimenticate. Come è il caso del protagonista: un immigrato che si ritrova a girovagare per la Puglia, alla scoperta del mondo, stanco di passare le giornate come lava vetri, inchiodato ad un incrocio in città. La sua storia è pensata per i piccoli lettori (dai 5 ai 12 anni) e per le scuole primarie e medie. Il libro, infatti, si chiude con una serie di schede laboratoriali dedicate alla riflessione e confronto sulla storia appena letta. In questo modo le insegnanti potranno far riflettere attivamente i bambini sul significato di integrazione, di amicizia e di accoglienza. Il tutto attraverso esercizi giocosi, volti a stimolare la fantasia del bambino, che potrà cercare il suo Pietrino nella vita di tutti i giorni.

(Nella foto: una delle tavole di Massimiliano Di Lauro)